Auto elettriche e persone con disabilità


Auto elettriche e persone con disabilità

Auto elettriche e persone con disabilità. Il connubio perfetto in fatto di comodità e versatilità di utilizzo, reso arduo solo dai costi improponibili che rendono le automobili elettriche un sogno irrealizzabile per la maggior parte dei disabili.

In occasione di un convegno sulle auto elettriche tenuto online, parlando con esperti sul tema delle auto elettriche hanno evidenziato come le stesse possano semplificare la vita alle persone con disabilità rispetto ad un’auto tradizionale.

I benefici sono molteplici e possono essere sintetizzati dalle seguenti caratteristiche:

  • guida autonoma. Se prendiamo come esempio, la Tesla Model X, essa integra la funzione Smart Summon, che consente tramite app per telefono di richiamare fuori dal parcheggio la propria auto. Questa funzione è particolarmente utile quando l’auto è parcheggiata adiacente ad altri veicoli, e come sappiamo le persone con disabilità hanno bisogno di aprire interamente le portiere per avere lo spazio necessario per salire sul veicolo, cosa non sempre possibile;
  • accelerazione istantanea grazie alla coppia del motore sempre disponibile;
  • cambio automatico senza marce;
  • accesso nelle ztl. Come per le auto destinate al servizio delle persone con disabilità anche in questo caso, l’accesso gratuito non sempre è automatico e può prevedere da parte del Comune l’obbligo di comunicazione preventiva del passaggio per evitare di incorrere nella sanzione.
  • parcheggio gratuito nelle strisce blu a pagamento. Per le auto al servizio dei disabili, il CUDE in possesso delle persone con disabilità non le esonera dal pagamento: la facoltà di concedere l’esenzione è disposta a discrezione dell’ente locale.
  • assicurazione ridotta al minimo;
  • assenza di manutenzione periodica;
  • esenzione bollo. In verità l’esenzione è già prevista per un’auto limitatamente a ciascun nucleo familiare con una persona con disabilità;
  • minori costi della ricarica rispetto al rifornimento di carburante;
  • possibilità di procedere alla ricarica a domicilio direttamente nella propria abitazione tramite wallbox in cui eventualmente ricaricare anche il proprio propulsore elettrico da sedia a rotelle.

In questo ultimo caso, per incentivare l’acquisto di auto elettriche il decreto rilancio ha previsto il meccanismo del bonus al 110% per l’installazione, praticamente gratuita, di colonnine di ricarica, wallbox e altre infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici nella propria abitazione.

Tale meccanismo all’art. 121 prevede la Trasformazione delle detrazioni fiscali in uno sconto in fattura sul corrispettivo dovuto oppure in un credito d’imposta cedibile all’impresa che esegue i lavori, a terzi o alle banche.

Ausili per persone con disabilità 

Elementi negativi

Dopo aver parlato degli aspetti positivi è ora di passare a quelli negativi.

Un elemento negativo che potrebbe disincentivare l’acquisto da parte di una persona con disabilità ipovedente di una auto ad alimentazione elettrica, è rappresentato dalla silenziosità rispetto ad un’auto con alimentazione con carburante.

A questo proposito, al fine di incrementare la sicurezza dei pedoni, a partire dal 1° luglio 2019 le auto elettriche o ibride sono obbligate a montare il sistema AVAS che riproduce un suono artificiale simile a quello di un motore.

Come ben sapete però le auto elettriche, sono costose e lo sono anche per quei nuclei familiari che al loro interno non hanno persone con disabilità.

La disabilità, come più volte ho ripetuto, è un fattore intrinseco di povertà, in quanto una famiglia con un disabile, nei casi peggiori, deve rinunciare a due stipendi: quello del caregiver e quello della persona con disabilità.

A che punto siamo con la normativa

La persona con disabilità che acquista un’auto ha diritto allo sconto dell’Iva al 4%.

Dopo richieste è stata eliminata la stortura che vedeva l’Iva ridotta unicamente sulle auto con motore tradizionale con esclusione di quelle elettriche.

Nel decreto fiscale n. 124/2019 è stato infatti introdotto l’art. 53-bis che prevede espressamente l’Iva ridotta al 4% per le auto ibride ed elettriche acquistate dalle persone con disabilità o dai loro familiari, purché il motore elettrico non eroghi una potenza superiore a 150 kW.

di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici se con motore a benzina o ibrido, a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel o ibrido e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico.

L’agevolazione può essere concessa con disabili motori o con handicap psichico oppure con ridotte o impedite capacità motorie permanenti ex. art. legge 104/1992.

Una volta eliminato questo anacronismo, non rimane che fare un paio di conti, per veder quanto può venire a costare, ad una persona con disabilità intenzionata all’acquisto, un’auto elettrica.



Quanto può venire a costare un’auto elettrica ad una persona con disabilità?

Per ogni auto elettrica, partiamo da un minimo di 30.000 € a 40.000 €, dipende dai modelli.

Se togliamo i 10.000 € del bonus introdotto dal Decreto Rilancio, con rottamazione di un usato, si arriva a 20.000 €, se togliamo un 18%, dato dall’Iva al 4%, avremo 16.400 €, al quale possiamo ulteriormente togliere un 19% di detrazione, per coloro che hanno un reddito imponibile da detrarre personalmente o per i familiari a cui sono fiscalmente a carico.

Si arriva così a 13.284 €, al quale devono eventualmente essere aggiunte i costi, per coloro che necessitano di modifiche e adattamenti particolari (cambio al volante, ecc.).

Le proposte per la politica

Che cosa dovrebbe fare la politica, per indurre le persone con disabilità all’acquisto di auto elettriche:

Anzitutto per gli incapienti, prevedere la possibilità di ottenere lo sconto diretto in fattura o la cessione del credito d’imposta, relativamente alla detrazione del 19%.

Sono incapienti coloro che non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta.

Se si volesse, si potrebbe prevedere, oltre l’Iva al 4%, un bonus ulteriore del 50% o 65%, sempre con il meccanismo della cessione del credito d’imposta o dello sconto diretto in fattura, per coloro che sono incapienti, e contemporaneamente persone con disabilità gravi, ex art. 3 comma 3, legge 104/92, che non hanno un reddito superiore a quello previsto per l’ottenimento della pensione d’invalidità.

Un ulteriore proposta a costo 0 per le casse dello Stato, potrebbe essere quella di chiedere agli istituti bancari di concedere finanziamenti, garantiti dallo Stato, sine die, a tassi molto bassi, con restituzione del capitale a lungo termine, 20 o 30 anni. Il meccanismo sarebbe simile a quello già collaudato con il decreto imprese, che prevede prestiti garantiti al 100% per le Piccole e Medie Imprese colpite dalla crisi.

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