Iva Agevolata al 4% per sussidi tecnici ed informatici, cosa cambia e le possibili criticità.

In questo numero parleremo delle Nuove procedure previste per l’ottenimento dell’iva agevolata per l’acquisto di ausili tecnici ed informatici per persone con disabilità.

In seguito alle innovazioni introdotte nel decreto MEF del 7 aprile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4 maggio 2021, per l’ottenimento dell’iva agevolata non sarà più necessaria la prescrizione rilasciata dal medico specialista (solitamente un fisiatra) dell’asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione ed il sussidio tecnico ed informatico per il quale si richiede il contributo.

Secondo le nuove disposizioni sarà sufficiente esibire, copia dell’attestato d’invalidità rilasciato dall’azienda sanitaria locale oppure dalla commissione medica integrata.

Qualora il certificato non riporti il collegamento funzionale tra il bene e la menomazione permanente, sarà necessario integrare lo stesso con una certificazione rilasciata dal medico curante.

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Vi ricordo inoltre che l’INPS attraverso il messaggio n. 4019 del 30 ottobre 2020 ha comunicato la predisposizione del nuovo servizio online denominato “Sistema QR-Code dell’invalidità civile” attraverso il quale sarà possibile ottenere ed esibire i certificati i verbali di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità nel formato QR-Code visualizzabile su smartphone e tablet.

Il Codice QR serve per verificare ed attestare lo stato della condizione di invalidità civile in capo al cittadino e potrà esser utilizzato come nel caso di specie per l’ottenimento di agevolazioni, esenzioni e sgravi fiscali.

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Dopo anni di immobilismo finalmente semplificazioni di carattere burocratico mediante il ricorso alla nuova tecnologia e a procedure più snelle.

Non è però tutto oro quel che luccica, in particolare in merito alle semplificazioni riguardanti l’Iva al 4% per i sussidi tecnici ed informatici, vi è il rischio che la soppressione dell’obbligo della prescrizione autorizzativa porti ad abusi ed elusioni.

Si dovranno in tal caso mettere in campo adeguati controlli, onde evitare tali pericoli e che furbetti possano approfittarne.

Ulteriori questioni emergono in merito alla fase transitoria in cui alcuni cittadini potranno venire a trovarsi.

Essendo pienamente in vigore solamente dal 4 maggio 2021, vi sono dubbi su coloro che hanno richiesto l’attestazione con il medico specialista dell’asl di appartenenza, come chiedevano le vecchie disposizioni, non più in vigore.

Costoro potranno ancora esibire il certificato dello specialista dell’azienda sanitaria locale, oppure saranno tenuti a presentare un ulteriore certificato del medico di famiglia?

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Altri dubbi riguardano la possibilità che il medico di base vi richieda il pagamento del certificato.

Esiste questo rischio?

In attesa di ricevere testimonianze, attualmente le disposizioni non prevedono alcunché. Apro una parentesi, sui certificati.

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Bisogna specificare che nel caso dei certificati per il riconoscimento dello stato di invalidità civile, handicap, disabilità, sordità e cecità civili, emessi dal medico specialista, la legge prescrive che debbano essere gratuiti.

Tuttavia può accadere che in alcune regioni (ad esempio come avveniva in Lombardia fino a qualche anno fa), al cittadino venga comunque richiesto il pagamento di tali certificazioni, nonostante tali disposizioni abbiano validità sull’intero territorio nazionale.

Stessa sorte per il certificato di introduttivo di invalidità civile. Tale certificato può essere rilasciato dal medico di famiglia, oppure dallo specialista ospedaliero abilitato all’uso del Pin. Qualora le famiglie decidano di rivolgersi al medico di famiglia, questo potrebbe richiedere di essere pagato qualificando la prestazione come prestazione da eseguire in libera professione.

Il pagamento per il cittadino può riguardare una cifra che può arrivare anche fino a 100 €, vi è dunque il rischio concreto che si giochi buona parte dello sconto Iva in questo modo, se mai dovesse accadere che i medici vi richiedano il pagamento.

Di conseguenza, ritornando al nostro caso, sulla base di un’interpretazione estensiva della norma ritengo che anche il certificato rilasciato dal medico curante per l’ottenimento dell’agevolazione Iva per i sussidi tecnici ed informatici, che attesti il collegamento funzionale tra il bene e la menomazione, debba essere gratuito, nulla disponendo il decreto del MEF del 7 aprile.

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