Tre proposte per la disabilità nel 2021


Assistenza personale, inclusione lavorativa ed equità fiscale.

Quali sono le tre azioni che dovrebbe compiere lo Stato nel 2021 per rendere finalmente l’Italia un paese inclusivo, al pari degli stati più all’avanguardia?

Me lo sono chiesto dopo aver letto l’interessante articolo del Sole 24 Ore scritto da Francesca Fedeli che riporta l’opinione di attivisti e persone impegnate nel campo della disabilità.

Anzitutto, a parere di chi scrive, è possibile ottenere un significativo miglioramento della vita delle persone con disabilità anche solo con una corretta redistribuzione delle risorse, senza per questo richiedere maggiori oneri per le tasche dei cittadini.

Alla luce di tali premesse le tre azioni che metterei in campo immediatamente sarebbero le seguenti:

A) Sancire il diritto all’assistenza personale autogestita in autonomia per ciascuna persona con disabilità, mettendo la stessa nelle condizioni di potersi autodeterminare ed essere l’artefice della propria vita, come chiunque altro, attraverso l’attuazione di progetti personalizzati di assistenza (budget di progetto o budget di cura) che tengano conto delle aspirazioni, dei bisogni e delle attitudini della persona da predisporre in concertazione con lo stesso beneficiario.

In luogo dell’istituzionalizzazione renderei dunque prioritaria l’assistenza domiciliare indiretta, come forma di assistenza socio-sanitaria precipua per le persone con disabilità gravi.

B) Eliminare i limiti reddituali previsti per le pensioni e gli assegni d’invalidità.

Non ha senso imporre limitazioni reddituali per il godimento di sovvenzioni disposte per superare limitazioni derivanti da handicap e menomazioni di carattere psicofisico. Dovrebbe essere garantita la cumulabilità dell’assegno ordinario di invalidità e della pensione di invalidità con i redditi da lavoro, in questo caso si stimolerebbero le persone con gravi disabilità ad entrare nel mondo del lavoro, e non a rimanere inoccupati per non perdere quelle misere sovvenzioni che già percepiscono.

C) Equità fiscale, prevedendo in questo ultimo caso (come rivendico nella Petizione che ho lanciato), in merito alle detrazioni previste per le spese sostenute in ragione della propria disabilità, la possibilità di richiedere, lo sconto diretto in fattura da parte del venditore o la cessione dell’importo da detrarre a soggetti terzi intermediari.

In questo modo, oltre ad avere un miglioramento sensibile della qualità di vita dei beneficiari richiedenti le agevolazioni, senza alcun aggravio dei costi per lo Stato, si aumenterebbero i consumi, generando un aumento della domanda interna.

Sempre in questo ambito bisogna prevedere la sburocratizzazione della pubblica amministrazione per le pratiche inerenti alla disabilità.



Tante, sono le proposte valide che lo Stato potrebbe adottare per rendere l’Italia un paese pienamente inclusivo.

Se avete delle proposte a cui avete pensato, scrivetele nei commenti, quelle più interessanti saranno pubblicate.

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